Il vaccino contro l’HPV rappresenta oggi uno degli strumenti di prevenzione oncologica più potenti che la medicina moderna abbia messo a disposizione. .
Cos’è il papillomavirus umano (HPV) e perché è così importante
Il papillomavirus umano, noto con l’acronimo HPV (Human Papilloma Virus), è in realtà una famiglia di oltre 200 virus diversi, di cui circa 40 in grado di infettare la sfera genitale e ano-orale. Non tutti i ceppi sono uguali: alcuni, definiti a basso rischio oncogeno (come HPV 6 e 11), sono i responsabili dei condilomi genitali — quelle fastidiose escrescenze a cavolfiore che possono comparire su vulva, pene, perineo o area anale. Altri, definiti ad alto rischio oncogeno (in particolare HPV 16 e 18, ma anche 31, 33, 45, 52, 58), sono la causa diretta di numerose neoplasie.
Il dato è impressionante: praticamente il 100% dei tumori della cervice uterina è causato da un’infezione persistente da HPV oncogeno. Ma non si tratta solo del collo dell’utero. Il papillomavirus è responsabile di una quota significativa di tumori:
- della vagina e della vulva nella donna;
- del pene nell’uomo;
- dell’ano in entrambi i sessi;
- dell’orofaringe (tonsille, base della lingua), in crescente aumento soprattutto nella popolazione maschile.
L’infezione si trasmette prevalentemente per via sessuale, ma anche attraverso il semplice contatto cutaneo-mucoso: significa che il preservativo, pur riducendo il rischio, non offre protezione totale. Si stima che circa l’80% delle persone sessualmente attive entrerà in contatto con il virus almeno una volta nella vita.
Perché la vaccinazione HPV è così importante: la logica della prevenzione primaria
Il Pap test e l’HPV-DNA test rappresentano strumenti di prevenzione secondaria: individuano lesioni già presenti per intervenire prima che diventino tumore. Il vaccino anti-HPV, invece, è prevenzione primaria: impedisce all’infezione di attecchire, bloccando la catena degli eventi alla radice.
I dati epidemiologici parlano chiaro. Nei Paesi che hanno introdotto per primi la vaccinazione — Australia, Regno Unito, Svezia — si osservano riduzioni delle lesioni precancerose cervicali di alto grado (CIN2+, CIN3+) superiori all’80% nelle coorti vaccinate in giovane età. In Svezia uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato una riduzione del rischio di cancro invasivo della cervice fino all’88% nelle donne vaccinate prima dei 17 anni. L’Australia, che ha adottato programmi di vaccinazione universale precocemente, sta puntando all’eliminazione del tumore della cervice uterina entro il 2035.
Il vaccino nonavalente Gardasil 9: come funziona e cosa contiene
In Italia il vaccino oggi disponibile è il Gardasil 9, un vaccino nonavalente che protegge contro nove ceppi di HPV: i due a basso rischio (6 e 11), responsabili di oltre il 90% dei condilomi, e sette ad alto rischio oncogeno (16, 18, 31, 33, 45, 52, 58), responsabili di circa il 90% dei tumori HPV-correlati.
Il vaccino non contiene virus vivi né DNA virale: si basa su particelle simil-virali (VLP, Virus-Like Particles) ottenute per ingegneria genetica. Sono involucri proteici identici al capside del virus, ma completamente vuoti al loro interno. Questo significa due cose fondamentali:
- Non può causare l’infezione, in nessuna forma;
- Stimola una risposta anticorpale molto potente, superiore addirittura a quella dell’infezione naturale.
Gli anticorpi neutralizzanti prodotti dopo la vaccinazione si mantengono a livelli protettivi per almeno 12-14 anni secondo i dati di follow-up disponibili, e i modelli matematici suggeriscono una protezione probabilmente lifelong, senza necessità di richiami.
A che età va fatto il vaccino HPV: il calendario vaccinale italiano
Il calendario vaccinale nazionale raccomanda la vaccinazione anti-HPV al dodicesimo anno di vita (quindi tra gli 11 e i 12 anni compiuti), gratuita per ragazze e ragazzi in tutte le Regioni italiane. Perché così presto? Per due ragioni molto concrete:
- prima dell’inizio dei rapporti sessuali, quando il sistema immunitario non ha ancora incontrato il virus, l’efficacia è massima;
- la risposta immunitaria dell’adolescente è più vigorosa rispetto a quella dell’adulto, tanto che a questa età bastano due dosi anziché tre.
Lo schema vaccinale prevede:
- 2 dosi (tempo 0 e 6 mesi) per chi inizia la vaccinazione tra i 9 e i 14 anni compresi;
- 3 dosi (tempo 0, 2 e 6 mesi) per chi inizia dai 15 anni in poi o per soggetti immunocompromessi.
Molte Regioni offrono inoltre programmi di catch-up gratuito fino a diverse età (25 anni, in alcuni casi anche oltre) e la vaccinazione gratuita alle donne trattate per lesioni pre-cancerose HPV-correlate.
Vaccino HPV negli uomini: perché è altrettanto fondamentale
Uno degli errori più diffusi è considerare la vaccinazione HPV una questione “femminile”. Non lo è. Gli uomini si infettano tanto quanto le donne, e sviluppano patologie HPV-correlate di grande rilevanza:
- condilomi genitali, frequentissimi e altamente contagiosi;
- tumore del pene e tumore dell’ano, in aumento soprattutto nella popolazione MSM (uomini che hanno rapporti con altri uomini) e nei soggetti HIV-positivi;
- tumori orofaringei HPV-correlati, che negli ultimi vent’anni sono triplicati nei Paesi occidentali e colpiscono oggi in prevalenza gli uomini adulti.
Vaccinare anche i maschi significa non solo proteggere direttamente loro stessi, ma costruire quella immunità di comunità (herd immunity) che riduce la circolazione del virus nella popolazione, proteggendo indirettamente anche chi non è vaccinato.
Ho più di 26 anni: posso ancora vaccinarmi?
Sì, assolutamente sì. Nel 2018 la FDA americana ha esteso l’indicazione del Gardasil 9 fino ai 45 anni di età, e l’EMA ha seguito. Nella pratica clinica quotidiana la vaccinazione HPV nell’adulto ha senso ed è raccomandata dalle principali società scientifiche ginecologiche italiane soprattutto in specifiche categorie:
- donne che non hanno mai avuto l’infezione da HPV (naïve);
- donne che hanno avuto lesioni pre-cancerose cervicali (CIN);
- pazienti sottoposte a conizzazione o LEEP;
- uomini e donne con comportamenti sessuali a più alto rischio;
- soggetti immunodepressi.
Studi come il VIVIANE trial hanno confermato efficacia e sicurezza della vaccinazione fino ai 55 anni, con una risposta anticorpale robusta, particolarmente nelle donne naïve al virus.
Vaccino HPV dopo conizzazione: uno strumento potente contro le recidive
Un aspetto che merita una menzione particolare riguarda le pazienti che hanno subito una **conizzazione cervicale (LEEP)**per una lesione di alto grado (CIN2, CIN3). Fino a qualche anno fa si pensava che, una volta trattata la lesione, il vaccino non avesse più senso. Le evidenze recenti hanno completamente ribaltato questa convinzione.
Numerosi studi, tra cui una metanalisi pubblicata sul BMJ nel 2020, hanno dimostrato che la vaccinazione HPV post-conizzazione riduce il rischio di recidiva di CIN2+ fino al 65% rispetto alla sola chirurgia. Il razionale è chiaro: il vaccino non “cura” il virus già presente, ma protegge contro i ceppi verso cui la paziente non ha ancora sviluppato immunità, e riduce le reinfezioni. Per questa ragione, oggi si consiglia sistematicamente il vaccino a tutte le pazienti conizzate, indipendentemente dall’età, e in molte Regioni italiane questa indicazione è gratuita.
Vaccino HPV in gravidanza e allattamento
Il vaccino non è raccomandato in gravidanza per precauzione, non perché siano stati osservati effetti negativi. Se una donna scopre di essere incinta dopo aver iniziato il ciclo vaccinale, le dosi successive vengono semplicemente rimandate al post-partum. Durante l’allattamento la vaccinazione è invece sicura e può essere effettuata senza problemi.
Effetti collaterali del vaccino HPV: cosa aspettarsi realmente
Il profilo di sicurezza del vaccino anti-HPV è tra i più solidi di tutti i vaccini in commercio, con oltre 500 milioni di dosi somministrate nel mondo e sorveglianza attiva in decine di Paesi. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e transitori:
- dolore, arrossamento o gonfiore nel sito di iniezione;
- lieve febbre nelle 24-48 ore successive;
- cefalea o affaticamento;
- occasionale lipotimia (svenimento vasovagale), motivo per cui si consiglia di restare seduti 15 minuti dopo l’iniezione.
Le grandi campagne di farmacovigilanza internazionale (CDC, EMA, OMS) hanno più volte confermato l’assenza di associazione causale tra vaccino HPV e patologie autoimmuni, infertilità, sindrome da fatica cronica o altre condizioni gravi che sono state ripetutamente e infondatamente attribuite al vaccino sui social network.
HPV e fertilità: sfatiamo un mito
Una delle fake news più diffuse è che il vaccino HPV possa ridurre la fertilità. Non solo è completamente falso — nessuno studio ha mai dimostrato alcun impatto negativo sulla riserva ovarica o sulla capacità riproduttiva — ma è vero l’esatto opposto: il vaccino protegge la fertilità, perché previene le conizzazioni cervicali (che possono aumentare il rischio di parto pretermine e insufficienza cervicale) e le patologie HPV-correlate che possono richiedere interventi demolitivi.
Vaccino HPV e Pap test: strumenti complementari, non alternativi
Un errore comune è pensare che, una volta vaccinati, non serva più fare il Pap test o l’HPV-DNA test. Non è così. Il vaccino copre i ceppi più aggressivi ma non tutti quelli oncogeni. Lo screening cervicale rimane fondamentale secondo le indicazioni del programma nazionale:
- Pap test ogni 3 anni tra i 25 e i 30 anni;
- HPV-DNA test ogni 5 anni dai 30-64 anni.
La combinazione di vaccinazione + screening è la strategia più potente che abbiamo per arrivare all’obiettivo dell’eliminazione del tumore della cervice uterina fissato dall’OMS.
Domande frequenti sul vaccino HPV (FAQ)
Il vaccino HPV è obbligatorio?
No, è fortemente raccomandato e offerto gratuitamente nel dodicesimo anno di vita a ragazze e ragazzi, ma non è nell’elenco delle vaccinazioni obbligatorie.
Posso vaccinarmi se ho già avuto un HPV positivo?
Sì. Il vaccino protegge dai ceppi che non hai ancora contratto e riduce il rischio di reinfezione. È particolarmente indicato dopo trattamenti per lesioni pre-cancerose.
Serve un richiamo dopo alcuni anni?
Al momento nessun richiamo è raccomandato. La protezione documentata supera i 12 anni e i modelli immunologici indicano una durata probabilmente lifelong.
Il vaccino protegge dai condilomi?
Sì, il nonavalente Gardasil 9 copre HPV 6 e 11, responsabili di oltre il 90% dei condilomi genitali.
Devo fare esami prima della vaccinazione?
No, non è necessario alcun test HPV prima di vaccinarsi. Il vaccino può essere somministrato indipendentemente dallo stato virologico.
Conclusioni: una scelta di salute per te e per chi ti sta vicino
La vaccinazione anti-HPV è una delle conquiste più importanti della medicina preventiva degli ultimi trent’anni. È sicura, efficace, ben tollerata ed è oggi lo strumento più potente che abbiamo per eliminare tumori che ogni anno colpiscono migliaia di donne e uomini nel nostro Paese. Che tu sia genitore di un adolescente, giovane adulto, donna in età fertile, paziente sottoposta a conizzazione o uomo che vuole tutelare la propria salute e quella della partner, discutere della vaccinazione HPV con il proprio ginecologo o medico di fiducia è una scelta di consapevolezza che non ha età.







